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Matera

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Matera2020-03-05T21:13:06+00:00

ExAequo – L’armonia del molteplice

La condizione quotidiana ci vede relazionati agli oggetti e agli altri per ciò di cui necessitiamo. Tutto, solitamente, è mezzo per poter vivere, e con tale sguardo caratterizziamo l’altro, qualunque “cosa” esso sia, “chiunque” esso sia. Per molti questo è l’unico modo in cui è possibile entrare in relazione, con un’occhiata di “appropriazione” volta a colmare un bisogno, legittimo o illegittimo che si ritenga.
Ora, questo modo di guardare costituisce la percezione stessa, per esempio, dell’oggetto che abbiamo difronte. Quale esperienza dunque rimane all’uomo da vivere che rompa la logica dell’appropriazione? L’esperienza estetica, precisamente l’oggetto, l’altro, non ha valore in quanto lo posseggo ma in se stesso, ha una dignità propria, un’armonia nascosta, ben oltre le esigenze che lo confinano.
L’arte segna con chiarezza che c’è dell’altro, una gratuità che sfugge alla norma dell’uso o del possesso. La storia umana ne ha raccolto delle tracce: conquistata la postura eretta, l’uomo alzò lo sguardo per la prima volta, spalancò gli occhi, ed ecco la volta celeste, il cielo stellato, da quel momento non fu più lo stesso; intuì un significato di cui non poté trattenere la portata. E così la notte, dopo aver cacciato, si ritrovò a disegnare sulla parete di una grotta. Qual è lo scopo di tutto ciò, perché, 15 mila anni fa, al pari di ora, accadeva questo? Cosa vede, per esempio, quell’artista che dipinge una preda dopo averla catturata? La celebrazione, liberandola dall’uso e dal possesso.
L’esperienza estetica, la creazione artistica, è ben oltre il “quello di cui ho bisogno” di uno stanco Narciso: l’arte è celebrare la realtà per come ella è, custodire ciò che esiste, resistenza dell’essere rispetto al nulla. È un’esperienza difficile render giustizia dell’armonia del molteplice, della libertà di cui l’altro, il diverso è degno, esige una conversione dei nostri sguardi sugli oggetti, sulle persone, esige lasciar essere senza ricondurre a sé.

Alessandro Nicoletti

 

Sede espositiva:  “CasaCava”

SITO STRAORDINARIO_UNICO CENTRO CULTURALE IPOGEO DEL MONDO_GIA’ TESTIMONE D’ECCEZIONE PER LA CITTÀ CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA ANNO 2019_PATRIMONIO MONDIALE UNESCO

“Arrivai a Matera verso le undici del mattino. Avevo letto nella guida che è una città pittoresca, che merita di essere visitata, che c’è un museo di arte antica e delle curiose abitazioni trogloditiche. Ma quando uscii dalla stazione, un edificio moderno e piuttosto lussuoso, e mi guardai attorno, cercai invano con gli occhi la città. La città non c’era. Allontanatomi ancora un poco dalla stazione, arrivai a una strada, che da un solo lato era fiancheggiata da vecchie case, e dall’altro costeggiava un precipizio. In quel precipizio c’era Matera.” (Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli)

 

L’ARTE AI SASSI DI MATERA

Evento di Arte Contemporanea_Esposizione collettiva di arti visive all’interno di prestigiosi spazi espositivi di eccezionale bellezza e valore per la divulgazione dell’arte in tutte le sue forme.

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